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martedì 9 aprile 2013

arrivo a Bamako

... sono quà e continuo il mio racconto


Tutto cambia quando dal finestrino dell’aereo cominciamo a vedere il rosso della terra africana, il cielo reso grigio dal caldo afoso e dalla pioggia che scendeva. Constatiamo che l’aereoporto Internazionale di Bamakò non è proprio quello che ci aspettavamo, o forse non avevamo proprio pensato che potesse essere così…
Una grande stanza …tutto qua!! è lì che dobbiamo prendere i nostri bagagli..
Gente che ci viene incontro e ci vuole vendere qualsiasi cosa…dal carrello x i bagagli alla scheda del telefono, alle sigarette, al taxi…tutto!!!
Noi fingiamo di non capire nulla, anke se poi in realtà davvero nn capiamo nulla ma li ignoriamo e basta!

Recuperiamo i nostri bagagli ci sono tutti e 4 quelli da stiva(solo dopo ci accorgiamo di uno sbaglio!!!)…i due a mano ci sono…e li lasciamo trasportare ad un signore con il carrello...

Ci accompagna all’uscita dove speravamo di trovare Sall ad aspettarci…E invece…Nessun cartello con i nostri cognomi, nessun cartello con la scritta ‘NOVA’ nessun cartello e basta, nulla di nulla e nemmeno di Sall….
O Mio Dio!!!
Ci assale la paura, siamo soli in un paese sconosciuto, dove non conosci e non conoscono la tua lingua, dove siamo solo noi i bianchi e tutti intorno ci guardano incuriositi…Questo gioco a nascondino dura circa mezz’ora, 30 minuti da panico…Finchè uno di questi venditori ci fa chiamare Sall con il suo cell (e per una telefonata paghiamo 10 euro!!!)

Ecco Sall, finalmente….era lì fuori ad aspettarci, lui dice…e dice anche che non ci ha riconosciuti perché non siamo usciti insieme io e antonio..(in efetti io ero avanti con il tizio dei bagagli e lui dietro ancora al controllo con un altro carrello).

Comunque finalmente ci siamo…il PK (chiamiamolo così) di Sall ci accompagna fino a casa, che ci racconta lui è in una zona residenziale alla periferia di Bamakò, e lungo il viaggio mi preparo per ammirare il paese e questo popolo movimentato e colorato solo che…non oso raccontare ciò che i miei occhi hanno visto.

Tantissima gente per strada, ai lati delle strade, bimbi di ogni età, ragazzi, giovani donne e anziani, seduti per terra o sotto delle baracche costruite in legno e lamiere; negozi e botteghe con luci fioche e soffuse e scritte ingiallite dai neon, le poche case che incontriamo sono tutte uguali e senza colori e rifiniture…è tutto grezzo. Poco prima del nostro arrivo avrà piovuto un po’ perché ci sono delle grosse pozzanghere di acqua dove vedo donne lavare degli abiti e bimbi giocarci dentro…

Ci sono dei vicoletti, che poi sono delle vere e proprie insenature tra una casa e una baracca che sbucano in dei contenitori in cemento che troviamo ai lati delle strade…(Antonio dice che sono fognature, io penso invece che servano per defluire l’acqua piovana) dove i piccoli maliani si infilano e cadono in delle voragini di acqua fangosa…sembrano quasi paludi rosse.

Ovvio che non sfuggono dal mio sguardo le donne maliane…queste meravigliose donne, tutte con i loro piccoli tenuti nelle fasce dietro al schiena o davanti al ventre..e con loro fanno qualsiasi tipo di attività, anche abbassarsi per terra e spazzolare il pavimento…

Il Pk si ferma davanti casa c’è un cartello che indica che lì c’è l’associazione NOVA, sarà che di sera tutto sembra meno chiaro di quello che realmente è, sarà che sono stata molto suggestionata dall’arrivo a Bamako, sarà che a tutto ho pensato tranne a quello che avremmo potuto trovare e vedere intorno a noi, ma comincia ad assalirmi un po’ di paura e di angoscia…

Siamo in un paese straniero, dove non comprendo la lingua e loro non comprendono la nostra, siamo due bianchi e tutt’intorno neri, non conosciamo la loro cultura e i loro costumi e ci sembra che ogni piccolo gesto possa essere interpretato in maniera diversa da quello che potrebbe avere il nostro significato… ma non posso farci nulla, già amo questo paese e amo questa gente, è il cuore che me lo fa capire.

Sall ci presenta Oumar, che sarà il nostro angelo custode per tutto il tempo della nostra permanenza.

A lui ci dobbiamo rivolgere per qualsiasi cosa dovessimo aver bisogno…dalla baquet la mattina alla spesa, alle ricariche per il telefono…tutto insomma.

Ci carica le valige in casa, e Sall ci mostra la casa, la nostra camera, il bagno, la cucina e l’ufficio dove c’è il telefono e il pc.

Una casetta graziosa in puro stile maliano…barocco e sfarzoso, con vari tipi di controsoffittature, con applique alle pareti, con decori appariscenti…nulla di eccezionalmente delicato ma almeno è confortevole.

Tranne per la cucina che era posizionata in un’altra zona della casa, esterna, dove per cucinare dovevi andare sul retro e di certo non era il posto adatto a me, ancora adesso se ci penso mi vengono i brividi, io sono proprio una fifona …il solo pensiero delle lucertole, che sembrano coccodrilli, mi fa venire un male…


Disfiamo le valige, o quantomeno le apriamo, sistemo le cose che l’indomani ci serviranno, i regalini per le tate, direttrice e altri, e per i piccoli amichetti di Ami, le cose per lei, qualche pannolino, qualche cambio e un po’ di giochini..

L’unico inconveniente è accorgerci che nel prendere una valigia, è stata presa una sbagliata…non è la nostra!!! Sentiamo Sall che nel frattempo era andato via e vediamo di risolvere il problema in breve tempo…sull’etichetta c’era il nome di una dot.ssa che Sall conosceva, e si sarebbe messo in contatto con lei.

Per fortuna che non c’era nulla di indispensabile in quella…tranne che lo spray Amuchina e Biokill, poi c’erano tutti i giochi per i bimbi..

Mangiamo qualcosa…un po’ di pane e formaggio e cerchiamo di organizzarci per la notte, che sarà di certo una notte lunga, così come lo è stata questa giornata, lunga e faticosa…Domani di certo sarà lunga ma meravigliosa!!!!!!!


...continua

1 commento:

  1. Che bello leggervi anche qui!
    Un abbraccio a tutti e tre!
    Miche

    RispondiElimina

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